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Ciao a tutti, noi siamo Pitty e Guga e non vi deve interessare nient'altro.Ci piace scrivere e se ciò che leggi non ti va bene cazzi tua! Se non ti va bene puoi pure offendere, tanto le vostre offese ci fanno ridere perché INSENSATE. E tornando serie... non vi deve interessare chi siamo ma semplicemente leggete e lasciate un commento perché ci farà piacere. About Our FF
Le nostra FanFiction?Beh per ora solo una... When LOVE and DEATH embrace. Sono i bei viaggi mentali che ci facciamo tutte le volte insieme inspirati alle Cronache dei Vampiri di quella mitica donna: Anne Rice . Our Rules
Non vi stiamo chiedendo di fare dei miracoli ma almeno di rispettare delle piccole regole. Speriamo non sia troppo difficile...1. Se passate di qua lasciate un FOTTUTO COMMENTO! 2. Per favore scrivete l'italiano e non c!40 b3LL4 ecc ecc. E vi pregheremo anche di fare a meno delle abbreviazioni... NON CI PIACCIONO! 3. Se non vi piace ciò che scriviamo accettiamo benissimo i vostri giudizi negativi... ma per favore non inziate anche qui a dire "Pitty è una troia ecc ecc". Fate pena! 4. Per favore non iniziate a chiacchierare nei commenti... Potete farlo liberamente invece nella tag. 5. Non spammate per favore... se volete potete affiliarvi con il nostro blog (non accetteremo tutti) facendo una richiesta mandando un messaggio privato a Pitty(se siete registrati su splinder) altrimenti scrivetelo nei commenti (noi li leggiamo tutti e faremo in modo di rispondere). 6. Non litigate, non offendetevi... certi cazzi vostri li fate da qualche altra parte. Non vogliamo vedere gente litigare in questo blog altrimenti sono cazzi. Buoni Propositi
- Diventare vampire al più presto!
- uccidere le persone che ci stanno nella nostra lunga lista: "PERSONE DA UCCIDERE" - Conoscere i Dari (chissà perché) - Scrivere e pubblicare un libro. - Il FilmDay una volta a settimana + Il LattePiùDay. - Scrivere una lettera alla Rice per convincerla a fare un libro di mille pagine sulla storia d'amore tra Armand e Marius. <3 - Andare il 18/11/2008 al concerto degli Slipknot. - Vedere almeno una volta nella vita i Placebo (T.T) - - Citazioni
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PiTtYk in Capitolo 11 Visitatori
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febbraio 2009 gennaio 2009 dicembre 2008 ottobre 2008 settembre 2008 Categorie
whenloveanddeathembrace
Credits
Si ringrazia Pitty per l'immagine del template e per il template & codice: Vale
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Capitolo 9
Autore: PiTtYk Capitolo 9 – Armand “Tell me I'm frozen But what can I do?” Quella sera mi svegliai molto inquieto, uscì dalla mia bara e trovai Lestat anche lui sveglio, seduto sulla sua. Il suo viso d’angelo era dipinto da un’espressione strana e preoccupata. Anche lui, come me o forse di più, era andato a dormire con la speranza che la giornata passasse in fretta. -Buona sera caro mio Armand! Mi salutò con dolcezza. Anche se non ero sicuro di poter osare di pensare che quella fosse dolcezza… Lestat non era dolce, almeno non lo dava a vedere. Lestat era impulsivo e sicuro di sé ma io l’amavo proprio per quello. Voleva sempre dire la sua e odiava obbedire. Ohhh Lestat… Non li nascosi i miei pensieri e mi rivolse uno dei suoi sorrisi migliori dopodiché si alzò e mi baciò le labbra facendomi capire che lo stesso valeva per lui.
*** Trovammo Sam e Isabel nel grande salotto al pianterreno. Una seduta sul sofà e l’altra su una sedia a dondolo cercando di rilassarsi fumando una sigaretta, entrambe con lo sguardo perso nel vuoto. Com’erano umane. Sorrisi tra me e me. Dai loro pensieri capì che non avevano dormito molto e che il sol pensiero dei genitori scomparsi e probabilmente deceduti non dava loro pace. Quanto erano tristi, loro e i loro pensieri. -Hai chiesto almeno il permesso di poter fumare in casa? Lestat ruppe il silenzio che regnava in quel grande palazzo, in quel salotto. -Volevi che ti svegliassi per chiedertelo? Gli rispose Sam. -Buona sera ragazze. Le salutai educatamente come invece non aveva fatto Lestat. La più piccola accennò un sorriso. -Buon giorno a voi… oh scusate, buona sera. Sorrisi di rimando. -Buona sera Armand. Anche la sorella più grande mi salutò, al contrario di Isabel però lei non sorrise. I suoi pensieri erano forse ancora più tristi. -E me non salutate? -Dovremmo anche salutarti? -Direi di si. -Ciao! -Lestat, quando smetterai di fare la figura del “pagliaccio”? Sii almeno un po’ più serio. -Se solo ci riuscissi. Mi rispose sinceramente dispiaciuto. -Ginger è da queste parti? Domandai. -No, è appena andato via… -Dove? Urlò Lestat. Lessi nei pensieri di Sam e cercava con tutte le sue forze di non rispondere male a Lestat. Sorrisi ancora tra me e me. Quanto si somigliavano. -A parlare con gli spiriti. Rispose Isabel. -Ma fin’ora cos’ha fatto? Lestat continuava ad urlare. Sam non ce la fece, era più forte di lei e tacere era una delle cose che le riuscivano peggio. -La vuoi smettere di fare il tirannico? Cosa risolvi se continui ad urlare? Abbiamo fatto quello stupido patto, abbiamo promesso di aiutarvi ma se non hai almeno un po’ di pazienza e di rispetto per ciò che facciamo per voi possiamo piantarla qui o se vuoi puoi benissimo mangiarci. Almeno puoi mangiare me! Se vuoi eccomi, sono qui… nutriti del mio sangue! Gridò la ragazza alzandosi dalla sedia a dondolo e spostandosi una ciocca di capelli scoprendosi il collo. Lestat si avvicinò pericolosamente a lei, volevo intervenire, Isabel mi guardava con uno sguardo terrificante pregandomi di fermare quel mostro: Lestat. Ma sapevo che non le avrebbe fatto niente, Louis era molto più importante per lui… -Allora vuoi davvero fare questa bellissima ed eroica fine? La più piccola scoppiò a piangere, odiava stare in mezzo a gente che non conosceva, a dei mostri come me e lui, odiava tutto quello che le stava succedendo e non reggeva più il nervosismo. -Perché tante polemiche? Mangiami! Lestat fece un passo avanti, lo feci anch’io anche se ero abbastanza lontano da loro due, Isabel stringeva i pugni e teneva gli occhi chiusi e i denti stretti. -Ci tieni proprio a morire vero? Lestat la guardava negli occhi, lei anche… e non riuscivo a trovare nemmeno un po’ di paura. Era possibile che la scomparsa o la morte dei suoi genitori le abbia provocato quest’immensa indifferenza? Vivere o morire ormai era la stessa cosa? Io non l’avrei mai potuto sapere, mai potuto capire avendo una storia tanto diversa dalla loro. Non ricordavo nemmeno i visi di coloro che mi avevano dato vita come potevo capirle allora? Ma Sam non parlò, gli rispose attraverso i suoi pensieri… “Se hai fame limitati a cibarti di me senza fare altre domande…in fondo non te ne deve importare nulla no? Non sarei la prima e nemmeno l’ultima che uccidi!” Lestat sospirò ancora più nervoso e si allontanò da lei. “Vigliacco!” Le lanciò un ultimo e sfrontato sguardo e se ne andò in giardino. -Louis è troppo importante per me… Isabel si alzò di scatto dal divano e corse incontro a sua sorella e l’abbracciò dopodiché si girò verso di me e mi parlò. -Perché non sei intervenuto? Avete promesso che non ci succederà niente… Quant’ingenuità. -Perché sapevo che non avrebbe fatto nulla, ci tiene a ritrovare Louis e forse voi siete l’unico aiuto che possiamo trovare. Non lo sprecherebbe per un litigio. -Ahh sono felicissima , il mio sogno nel cassetto era di farmi usare da due vampiri. Si, Sam ci odiava…odiava Lestat e me, odiava quella situazione, a modo suo odiava anche Ginger… i suoi pensieri erano così confusi. Sembrava che in quel momento odiasse tutti quanti gli esseri viventi del pianeta. Uscii dalla sua mente, i suoi pensieri avrebbero fatto rattristare anche l’uomo più felice del mondo. -Non vi stiamo usando. Faremo tutto il possibile di ritrovare i vostri genitori…o almeno di sapere cos’è successo. Non risposero. Isabel cercava di illudersi e credere alle mie parole, invece intuivo i pensieri di Sam… non si fidava minimamente più di noi. E infondo le davo ragione, chi mai si sarebbe fidato di due assassini? -Aspettate qui, noi andiamo a “mangiare”. Feci per andarmene quando Isabel mi chiamò per nome. -Armand… Iniziò con timidezza. Non doveva nemmeno finire la frase, sapevo già cosa mi avrebbe chiesto… voleva venire con noi, era curiosa di vederci uccidere, di vedere la nostra mostruosa natura. -No Isabel…non mi puoi chiedere questo. Sgranò gli occhi e solo dopo qualche secondo si ricordò che riuscivo a leggerle nella mente. Si vergognò ancora ed arrossì. Salutai le due, uscii dalla mente della ragazza e dalla porta e raggiunsi Lestat.
***
Quella sera non fu come ce l’aspettavamo. Anzi, fu piena di sorprese. Lestat litigò con Sam come avevano fatto sin da quando si sono parlati la prima volta. La situazione stava per finire nel peggior dei modi. Io e il mio amico dei capelli biondi uscimmo per cercare qualche buona preda. Io ero parecchio affamato invece il vampiro al mio fianco non parlava nemmeno. I suoi pensieri erano occupati a pensare a Louis e io mi chiesi come riusciva ad amare cosi tanto una persona che non ricambiava i suoi sentimenti. Lestat trasformò Louis ed era quasi scontato che quest’ultimo l’avrebbe odiato. Lestat l’aveva fatto diventare un mostro. Un mostro che non poteva più vedere la luce del giorno e che doveva rubare vite per poter continuare a vivere. Vidi Lestat avvicinarsi ad una donna di mezz’età seduta su una panchina. Si avvicinò a lei e qualche secondo dopo si stava deliziando con il sangue caldo e dolce di quella povera signora. Ma non stetti ad osservare Lestat, percepì la presenza di un altro vampiro e mi concentrai sui suoi pensieri. Capitolo 8
Autore: PiTtYk Capitolo 8 – Lestat “You make this all go away I'm down to just one thing And i'm starting to scare myself I just want something i just want something i can never have” La notte era appena iniziata e incominciai a credere che non ci sarebbe bastata per tutte le cose che avremmo dovuto fare. Finalmente, Ginger, il fantasma insolente aveva accettato. Ormai il patto era fatto. Le due ragazze insieme al fantasma dovevano aiutarci a trovare Louis e noi dovevamo aiutarle a ritrovare i loro genitori scomparsi. Dubitavo fortemente che quello stupido spirito ci avrebbe aiutati a trovare Louis ma decisi di fidarmi di Armand e le sue idee. Per un momento pensai che non avrei mai più ritrovato Louis e il pensiero mi fece rabbuiare. Non doveva essere cosi… avrei voluto almeno sentirlo dire da lui che non mi voleva mai più vedere. -Ma come? Volete già partire stasera? -Si, andrebbe bene anche in questo momento solo che ormai dobbiamo stare dietro a due umane e un fantasma. Risposi scocciato. -E come ci andiamo? E dove? -Ragazze, lasciate stare Lestat. -Come lasciarmi stare? Chiesi ad Armand. -Dobbiamo pensare… dobbiamo parlare con il fantasma, cioè con Ginger. -Ah quello stupido fantasma ci darà sicuramente le piste sbagliate. -Non offendere Ginger! Urlò Sam. -Ma se tu l’offendi appena puoi!- ribattei io. -Ma io posso..tu no. Decisi di rimanere in silenzio. Strano da parte mia, ma volevo ritrovare Louis e non mi sembrava una buona idea litigare con il nostro unico aiuto. Anche se non ero affatto sicuro che avrebbe funzionato. Per niente. Armand mi guardò un momento, poi riprese a parlare con le due ragazze. -Avevamo pensato di cominciare da Londra...ma a quanto pare qui non c’è nulla...dico bene? -No, infatti..almeno, Ginger dice che gli spiriti non hanno trovato niente.. -E chi ci dice che il fantasmino sia davvero andato a chiedere in giro e non si sia inventato tutto? Isabel, la più piccola, rimase un attimo in silenzio poi guardò male il vuoto. Almeno, io vedevo che guardava male il vuoto... -Che maleducato Ginger! Sam invece scoppiò a ridere. – Ginger ti manda a quel paese! E dice che se non la smetti anziché portarti da Louis ti porta...- ascoltò ancora e sghignazzò. -Ah, davvero!?- non mi azzardai a guardare dove guardavano loro. Mi limitai ad alzare gli occhi al cielo. – Brutto id... - Lestat! Basta!- Armand mi zittì e mi lanciò un’occhiataccia. – Lascia stare Ginger! Provai l’impulso di ribattere con qualcosa di peggio...ma era più forte la voglia di trovare Louis il più presto possibile. Isabel scosse la testa. – Ginger dice che è inutile che cerchi di renderti simpatico..- disse ad Armand. Lui fece soltanto un sorrisetto. Non riuscivo a capire come facesse a rimanere sempre così calmo. Io non ne ero affatto capace, anzi. -Quindi Ginger dice che hanno trovato tracce di Louis in Germania...e dicono che è ancora lì? Isabel ascoltò un momento il suo fantasmino. – Non lo sanno con esattezza...parlano soltanto di una traccia...- sospirò. – Ed è sempre difficile cavargli fuori qualcosa in più... -A volta sembra quasi che ci prendano in giro- sbuffò Sam, e guardò anche lei male il solito “vuoto”. Mi sentii montare una certa impazienza. – Oh, perfetto...quindi noi dovremmo affidarci a tutto questo? Due bambine che parlano con spiriti che non fanno altro che dare indizi senza senso?– chiesi seccato ad Armand. – Oh, non mi dire...Lestat! Il mio amato vampiro Armand sbuffò. – Oh, a volte sei davvero insopportabile... -Grazie, ne vado fiero. Pensai a Louis. In effetti aveva sempre parlato con molta passione della Germania...beh...dell’Europa in generale. Era davvero molto probabile che l’avremmo trovato qui, da qualche parte... -Scusate...ma come ci andiamo in Germania...cioè...io non vorrei viaggiare come ieri notte...- disse la sorella più piccola con un filo di voce. Inarcai un sopracciglio. – Ah...cos’è hai paura di sfracellarti al suolo? Vidi un guizzo di fastidio sia nei suoi occhi che in quelli della sorella, ma rispose il più mestamente possibile. – Sì...più o meno è così. -Tranquilla...- la rassicurò Armand con un sorriso confortante. – Non avevamo intenzione di farlo. Lo guardai un secondo. – Ah, no? Armand mi guardò. – No, Lestat. -E allora cosa facciamo?- chiese Sam, incuriosita. -Lo vedrete- rispose lui, e fece un altro sorriso. ********* Sull’aereo privato di Armand regnava un silenzio di tomba. Saremmo arrivati prima dell’alba, questo era sicuro, e ci saremmo rintanati nella casa che possedevo a Monaco...per poi cercare tracce di Louis in lungo e in largo. Le due ragazzine si erano addormentate. La più piccola aveva appoggiato la testa sulla spalla di quella più grande. Era un quadro davvero tenero. Mi accorsi di essere affamato. -Cosa ne pensi?- mi chiese improvvisamente Armand, spostando gli occhi prima puntati fuori dal finestrino su di me. -Cosa ne penso di cosa?- domandai di rimando, anche se sapevo benissimo di cosa stava parlando. -Di loro...- indicò le ragazzine. -Non credo di poter dire insolenze...d’altronde il loro fantasmino è qui con noi...non è così fantasmino?- dissi al vuoto, e sghignazzai. Armand scosse la testa. Lanciai un altro sguardo a Sam e Isabel. Stavano sognando. La medesima cosa...il ritorno dei loro genitori. Non sapevo in che modo Armand avesse intenzione di aiutarle. Io volevo soltanto ritrovare Louis. Ma a quanto avevamo scoperto, i loro spiriti le avevano mandate all’ Admiral’s Arms...dicendo che avrebbero trovato un aiuto. Forse eravamo davvero noi l’aiuto che intendevano. Ma non ne ero granché sicuro. Il pilota avvertì Armand che tra pochi minuti saremmo atterrati. Lui mi rivolse un’altra occhiata interrogativa. -Mi fido di te...- risposi finalmente. ********** La mia casa di Monaco era uguale a come l’avevo lasciata. Come tutte le altre dimore che avevo sparse per il mondo. Stava per sorgere il sole. Era momento per me e Armand di rinchiuderci nelle nostre bare e dormire. Ma prima avevo qualcosa da dire alle due ragazze. -Non vi azzardate ad uscire senza di noi. Gettai un’occhiataccia a Sam. -Cos’è, hai paura che scappiamo di nuovo?- esclamò lei inarcando un sopracciglio. Era proprio questo ciò che intendevo. – Se ci provate, stavolta vi “mangio” sul serio. E chi se ne frega di quello che dice Armand. Armand mi guardò. -Ok, ok, tranquilli...- disse Isabel. Lessi che non voleva assistere di nuovo ad una discussione come quella a casa loro... – Non scapperemo. Vi aspetteremo qui buone fino a stasera. -Bene. -Mentre noi dormiamo forse è meglio che dormiate anche voi...- suggerì Armand. – Noi siamo costretti ad uscire solo di notte... -No, meglio se non dormite!- ribattei io. – Piuttosto chiedete ai vostri spiriti... - Lestat! -Beh, sono sincero. Armand sospirò. – Andiamo. -Buonanotte!- gli disse Isabel, poi ci pensò un attimo. – Cioè...- arrossì un po’. -Sì, insomma...avete capito... Scoppiai a ridere, mentre Armand fece solo un sorriso gentile. – Se siete stanche...- mi guardò un momento, - Credo ci siano delle camere al secondo piano. Annuii. Le lasciammo in salotto. Scendemmo le scale che portavano nella buia cantina della villa, dove vi erano due bare. Una era per me...l’altra in teoria avrebbe dovuto essere per Louis. Louis... Volevo trovarlo il più presto possibile. Dovevo sapere...se quella era una scappatella normale, come tutte le altre, oppure qualcosa di peggio...una fuga da me che sarebbe durata per l’eternità. Desideravo che la risposta fosse la prima opzione...ma non ne ero molto sicuro. D’altronde ogni vampiro odia il proprio creatore. Odia colui che l’ha reso ciò che è, un mostro eterno, un assassino. L’unica eccezione esistente era il vampiro dai riccioli rossi che mi stava davanti in quel momento. Ma la sua storia era comunque molto differente da quella degli altri... Armand mi guardò un momento. – Lo troveremo- mi rassicurò, interpretando bene i miei pensieri. Gli risposi con un sorriso. Osservai mentre apriva la grande e fredda bara di pietra e vi si distendeva. Feci lo stesso, occupando la bara di fianco. -Buonanotte!- esclamai prima di chiudere il pesante coperchio. Sentii Armand che rideva. Mi rinchiusi dentro al mio gelido giaciglio. Chiusi gli occhi. Ormai era l’alba. Mi addormentai con il viso del mio tanto amato e odiato Louis impresso negli occhi. Capitolo 7
Autore: PiTtYk Capitolo 7 – Ginger Hey! Wait! I've got a new complaint! Smisi di colpo di urlare. Le mie tanto amate Sam ed Isabel si erano quasi dimenticate di me per qualche momento. Quei 2 bastardi, Armand e Lestat… è tutta colpa loro se tutto finirà nel peggior dei modi. E loro si lasciano convincere dalla gentilezza di un vampiro, da una promessa fatta da dei vampiri. Sottolineo V A M P I R I . Ah perché sono soltanto uno stupido fantasma? Non mi vedono, non mi sentono se fossi stato in grado li avrei già uccisi o fatti scappare in qualche modo. Ma no… ero intrappolato in una via di mezzo tra la morte e l’illusione e non potevo far nulla per aiutare le due sorelle. Nulla. Se mi avessero visto o sentito gli avrei speditamente fatti impazzire. Niente di tutto questo era possibile, ero soltanto una visione per chi riusciva a percepirmi ed ero NULLA per tutti gli altri. Con ancora più disperazione e tristezza continuavo a guardarli quando Isabel si girò verso di me… avrei potuto spostarmi dall’altra parte, e poi andare nell’angolo opposto della stanza e giocare e scherzare come facevo sempre ma mi sentivo cosi fiacco che l’unica cosa che sarei riuscito a fare era sparire dalla loro vista. -Ginger, che ne dici? Perché parlava ad alta voce? Perché non si limitava a comunicarmi le sue domande attraverso i pensieri come avevamo sempre fatto? La guardai con sfrontatezza e borbottai qualcosa. -Io mi trattengo. -Come fai a trattenerti? Quando non devi parli,urli e ti irriti e ora che abbiamo bisogno del tuo parere stai zitto… S’immischiò anche Sam. -Bene, ancora con questa storia? Ginger è qui solo per i vostri comodi… Non le guardavo nemmeno, facevo la mia parte da fantasma arrogante e guardavo in giro per la stanza non volendo incrociare i loro sguardi. Intanto vedevo i due vampiri guardare Isabel e Ginger cercando di capire ciò che io rispondevo. Che stupidi, non riuscivano a sentirmi nemmeno attraverso i pensieri delle ragazze. -Stupido fantasma! Gridò Sam seccata dal mio atteggiamento. -Finiscila Sam! La sgridò Isabel. -Senti tesoro, ti ho già detto che non devi urlare perché ti sento anche quando non parli! -Ah si? Allora senti queste. Nella sua mente mi diceva tante “belle cose” e mi mandava in tutti i posti immaginabili e io più insolente che mai sorridevo per farla spazientire ancora di più. -Ti odio quando fai cosi! Stronzo! -Grazie tesoro. Armand e Lestat continuavano a guardare le ragazze scossi dalla situazione. Gli avrei riso in faccia se avessi potuto. Isabel istintivamente mi si avvicinò con l’intenzione di farci calmare e parlare pacificamente con me. -Dai Ginger… -No! -Sai che senza di te sarà molto più difficile. -No! -Ginger non puoi farci questo! -Per favore! -No! -Gingeeeer!!! -Noooooo! -E’ per i nostri genitori… -No! -Ginger! -Smettila di chiamarmi per nome! -E come vuoi che ti chiami stupido fantasma?! -Ecco…chiamami cosi! -Dai per favore… saresti proprio capace di lasciarci da sole? -No! Cioè si… questa volta si. -Ma la vita in pericolo è nostra non tua, e pensa…se anche dovessimo morire saremo con te. Saremo 3 stupidi fantasmi. -Per favore dì al fantasma, cioè a Ginger… che non deve preoccuparsi per la vostra incolumità. Sarete più a sicuro con noi che senza. Ah. Non ce la feci più e strillai. -Più a sicuro con loro??? Oh no…questa fa veramente ridere. E risi mentre Sam e Isabel non sapevano più cosa dire per convincermi. Lestat, il vampiro meno gentile e sereno cercò di parlarmi. -Senti fantasmino… Iniziò lui, che mi “guardava” in verità non mi vedeva neanche. Decisi di fargli un bel scherzetto e mi spostai dall’altra parte della stanza continuando a guardarlo parlare con l’aria. -Le tue amichette non saranno al sicuro se tu non ci dai una mano…se non si fa il patto faccio presto a “mangiarle” come dicono loro. Mi sarei buttato per terra dal ridere, cosa che avrebbero fatto anche Sam ed Isabel che sghignazzavano guardando quella scena. -Perché ridete? Urlò Lestat con tono autorevole. Noi ridevamo ancora più forte. Sam cercando di diventare seria gli rispose. -Veramente… Ginger è là. E indicò con il dito il punto dove mi trovavo. Penso che innervosire un vampiro sia una delle cose più divertenti mai fatte nella mia “vita” da fantasma. -Stupido fantasma… Cominciò di nuovo… decisi di continuare a divertirmi visto che il quadro era abbastanza triste. Mi spostai ancora, questa volta dietro di lui. -Pensi di poterti prendere gioco di me? -Lestat! Sam richiamò di nuovo la sua attenzione. -Si! Urlò. -Ginger è dietro di te! -Aham… Il vampiro iniziò a scalciare l’aria innervosito pensando di potermi colpire. E questa volta alle risate di Isabel e Sam si aggiunse anche quella di Armand. -Dì al vostro “amico” Lestat che sembra soltanto uno stupido umano! -Ginger ha detto che sembri uno stupido umano. Gli comunicò Isabel. -Aspetta…cosa vorresti insinuare Ginger? -Niente tesoro mio! Era cosi…tanto per dire. Sam mi guardò male e io le sorrisi come per chiedere scusa. |